Save the Children - Riscriviamo il futuro

Come sono stati utilizzati i fondi

Con la campagna Riscriviamo il Futuro, Save the Children ha potuto garantire educazione di qualità a più di 10 milioni di bambini in oltre 20 paesi in guerra o appena usciti dai conflitti.

I fondi raccolti in Italia per la campagna Riscriviamo il Futuro sono stati destinati a progetti a favore di migliaia di bambini in Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, Uganda, Afghanistan e Balcani.

Ecco una breve descrizione dei nostri progetti:


Costa d’Avorio


Il paese è stato diviso diviso tra il Nord, controllato dalle Forces Nouvelles (FA-FN) ed il Sud governativo dalla guerra civile iniziata nel 2002 e conclusasi nel 2007 con la firma dell’accordo di pace. Da allora, la Costa D’Avorio ha vissuto un periodo di relativa stabilità ma non di pacificazione completa, tanto che non si è ancora riusciti a svolgere le elezioni presidenziali, previste nell’accordo di pace ed inizialmente programmate per il 2008 ma continuamente rimandate. Più di 700.000 persone sono sfollate a seguito del conflitto e vivono lontano dalle proprie case. La crisi economica e l’instabilità politica hanno colpito seriamente il sistema scolastico, le scuole sono danneggiate o distrutte e gli insegnanti non hanno una formazione adeguata.

Dal 2006 Save the Children lavora per migliorare l’accesso all’educazione scolastica di qualità e aumentare la protezione dei bambini nelle scuole. Il programma continuerà nel 2010. Gli interventi sono rivolti ai bambini di età compresa tra i 6 e i 15 anni delle regioni di Abengourou e Man ma cercano di coinvolgere anche i bambini più grandi esclusi dal sistema scolastico perché senza documenti o geograficamente lontani o semplicemente in condizioni economiche non adeguate attraverso azioni di supporto e assistenza realizzate a favore dei centri di comunitari di educazione.

- Principali risultati raggiunti:

  • Più di 6300 bambini hanno accesso a un’educazione scolastica di qualità;
  • Riabilitazione di 14 scuole primarie e distribuzione di forniture, mobili e materiali didattici;
  • Supporto a 13 centri educativi non formali;
  • Formazione rivolta a insegnanti ed educatori;


  • Creazione di comitati sui diritti dei bambini.



Repubblica Democratica del Congo


Le guerre e le violenze che hanno distrutto il paese soprattutto fra il 1998 e il 2003 hanno portato al collasso il fragile sistema scolastico. Incendiate, distrutte o utilizzate come quartier generale delle milizie, la Repubblica Democratica del Congo conta un numero assolutamente inadeguato di scuole, soprattutto nelle aree rurali: si stima che vi sia 1 scuola ogni 5 villaggi e 1 insegnante anche ogni 60/70 alunni.


Milioni sono i minori che non vedono riconosciuto il diritto all’istruzione: bambini e adolescenti che sono stati fatti oggetto di terribili violenze, durante la guerra. Reclutati a forza e trasformati in bambini soldato, abusati, rapiti dalle scuole e costretti a lasciare il proprio paese. Molti di essi, oggi, si ritrovano analfabeti e troppo grandi per essere inseriti nel normale ciclo scolastico.

Accrescere le opportunità educative per i bambini colpiti dai conflitti armati nei territori di Walungu e Kabare
Il progetto, chiuso nel dicembre 2007, ha contribuito ad aumentare l’accesso alla scuola e la qualità dell’istruzione soprattutto di quei bambini individuati come particolarmente vulnerabili. Le attività hanno inoltre previsto la fornitura di materiale scolastico e corsi di formazione per gli insegnanti.

Istruzione di base per bambini colpiti dal conflitto nei territori di Kabare, Fizi e Uvira
Save the Children ha costruito 10 scuole elementari nei territori di Kabare, Kavumu e Nyangezi: garantendo così a 5.453 bambini l’accesso all’istruzione primaria. Le scuole, la cui costruzione è terminata nel febbraio 2008, hanno dalle 6 alle 12 classi, una sala per il personale, un ufficio, adeguati servizi igienici per i bambini e le bambine e tutto l’arredo e il materiale scolastico necessari - banchi,mobili, lavagne, libri di testo, quaderni.

Accesso ad un’istruzione di qualità nel Nord Kivu, provincia di Beni
Il progetto finanziato da Save the Children Italia nella regione del Accesso ad un’ istruzione di qualità nel Nord Kivu, provincia di Beni L’obiettivo del progetto finanziato da Save the Children Italia nella regione del Nord Kivu, iniziato nel marzo del 2000 e conclusosi nel settembre 2009, è stato di garantire accesso all’istruzione primaria a 2.000 bambini attraverso l’iscrizione nelle scuole formali e l’inserimento in programmi di apprendimento accelerato, migliorare la qualità dell’istruzione per almeno 10.000 bambini attraverso programmi di formazione di insegnanti e fornitura di materiale didattico, garantire che le scuole siano ambienti protetti e sicuri per i bambini e far sì che i finanziamenti pubblici all’istruzione aumentino ed i costi per l’iscrizione scolastica diminuiscano.

- Principali risultati raggiunti:

  • 13.989 bambini hanno potuto accedere ad un’istruzione di maggiore qualità di cui 1.130 bambini, individuati come vulnerabili, sono stati inseriti nelle scuole e hanno completato l’anno con successo;
  • 583 bambini sono stati avviati a corsi di apprendimento accelerato;
  • 20 scuole hanno ricevuto da Save the Children materiale didattico, mobili e programmi di formazione rivolti sia agli insegnanti che ai comitati di gestione.

Promozione della trasparenza nelle scuole nelle province di Kinshasa e di Kasai
Il progetto, che si concluderà ad Aprile 2010, si propone di migliorare il livello e l’utilizzo delle risorse disponibili nel sistema scolastico migliorando la pianificazione e la trasparenza delle risorse amministrative e finanziarie. Gli obiettivi sono: garantire l’accesso all’educazione di base e/o ai sistemi educativi alternativi ad almeno 14755 bambini di 18 scuole, creare e supportare 18 club per bambini e fornire supporto alla società civile per il coinvolgimento di bambini vulnerabili. Fino ad ora sono state portate avanti delle attività di formazione sulla gestione delle risorse e del budget e 40 insegnati sono stati formati nel settore della protezione dei bambini. 8 sono le scuole in cui è stato iniziato questo processo e in cui sono stati attivati club e comitati di gestione.

Sud Sudan


Il 9 gennaio 2005, con la firma dell’Accordo di Pace sono terminati venti anni di guerra civile che hanno causato la morte di 1 milione e mezzo di persone e lo sfollamento di circa 4 milioni di abitanti. In seguito a questo accordo, l’attuale popolazione dovrebbe aumentare notevolmente.
Si stima che oltre 570.000 rifugiati e circa 3,5 milioni di sfollati rientreranno dal Nord del Paese, dai Paesi vicini e dal Sud, portando ulteriori pressioni sui servizi di base esistenti, tra i quali anche l’istruzione, che si trovano già in situazione precaria.
Anche il sistema scolastico ha pesantemente risentito di questa situazione. Oggi molti bambini sono costretti a seguire le lezioni sotto gli alberi o in classi con i tetti di paglia, senza acqua né servizi igienici. Su circa 1.600 scuole elementari, il tasso di accesso all’istruzione è del 20%; su 1,5 milioni di bambini in età scolare, alla fine del 2004 solo circa 400.000 erano iscritti a scuola e l’82% di tutte le bambine in età scolare sono attualmente non iscritte a scuola.

Istruzione per i bambini colpiti dal conflitto armato negli stati di Jonglei, Warrap e Bahr el Gazal
É un progetto di tre anni che mira a migliorare l’istruzione in termini di accesso, qualità e protezione per i bambini colpiti da conflitto armato. In particolare l’attenzione è rivolta all’integrazione e alla permanenza a scuola dei bambini e delle bambine sfollati che rientrano in Sud Sudan. Il progetto è attivo in diverse zone del paese e già sostiene 50 scuole.

Sostegno all’accesso all’istruzione primaria
Il progetto, chiuso nel marzo 2008, ha garantito l’iscrizione alla scuola primaria e un miglior livello d’istruzione a moltissimi bambini attraverso la costruzione di 4 nuove classi dotate di banchi e cattedre, per un totale di 500 bambini beneficiari.

Miglioramento dell’accesso ad un’istruzione di qualità nello Stato di Jonglei
É un progetto che si propone migliorare le strutture scolastiche della scuola elementare di Walgak, in modo da garantire un ambiente educativo sicuro e favorevole all’apprendimento per circa 320 bambini.
- Fra i principali risultati raggiunti:

  • 24.056 libri di testo per studenti ed insegnanti sono stati acquistati e distribuiti nello Stato di Jonglei;
  • 600 insegnanti hanno partecipato al corso su HIV/Aids;
  • 4.500 bambini hanno beneficiato della fornitura di kit di educazione di emergenza da utilizzare in caso di improvviso aumento di studenti.

Garantire un accesso equo all’educazione di qualità nello stato di Jonglei
Nell’ambito del progetto, iniziato nel novembre 2008, della durata di 12 mesi, sono state portate avanti attività con l’obiettivo di migliorare l’accesso all’educazione di qualità in ambienti sicuri per 5.500 bambini e giovani nelle aree svantaggiate dello stato di Jonglei. Sono state supportate 10 scuole primarie e 5 centri di apprendimento accelerato e sono state istituite tre scuole negli accampamenti di bestiame. Il programma continuerà nel 2010.

- Principali risultati raggiunti:

  • 6.081 bambini si sono iscritti nelle 10 scuole primarie supportate dal progetto;
  • È stata costruita una scuola a Pieri dotata di latrine e un pozzo;
  • 1.500 bambini si sono iscritti a scuola nei 3 accampamenti di bestiame e 5353 hanno partecipato a corsi di apprendimento accelerato;
  • Sono stati realizzati corsi di formazione per 50 insegnati della scuola formale, 20 delle scuole di apprendimento accelerato 15 insegnanti delle zone rurali;
  • Sono stati distribuite forniture e materiali per le scuole e i centri di educazione accelerata.

Uganda

In linea con gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, il governo dell’Uganda ha inserito tra le sue priorità l’istruzione di base per i bambini del Paese. Dal 1997, le iniziative del governo legate all’educazione hanno portato a un aumento considerevole delle iscrizioni alla scuola.Tuttavia, questi miglioramenti non si registrano nell’Uganda settentrionale e, in particolare, nei distretti di Amuru e Gulu, dove, negli ultimi 20 anni, l’istruzione e l’insegnamento hanno subìto un totale arresto a causa della guerra, dello sfollamento e della generale instabilità. Molte scuole sono state trasferite o abbandonate e un’intera generazione è stata esclusa dal diritto all’istruzione.Anche la regione del Rwenzori, nell’Uganda occidentale, dal 1997 al 2000, ha subìto un intenso conflitto, durante il quale il 50% delle scuole elementari sono state chiuse o danneggiate. L’accesso all’istruzione è tuttora molto limitato nelle zone di montagna, più difficili da raggiungere. Qui la frequenza scolastica è discontinua, il tasso di abbandono scolastico è drammatico e le strutture non sono adeguate, con una media di circa 100 studenti per classe.

Educazione di base per i bambini colpiti dal conflitto nell’Uganda settentrionale
Il progetto è stato avviato nel gennaio 2008 con l’obiettivo di promuovere l’accesso alla scuola e a un’istruzione di qualità per 3.000 bambini nei distretti di Gulu and Amuru, entrambe interessati dal fenomeno del ritorno della popolazione precedentemente fuggita a causa della guerra civile cessata nel 2006.

- Principali risultati raggiunti:

  • Costruzione di 2 scuole con 8 aule;
  • Fornitura di mobili, materiali scolastici e libri di testo alle 2 scuole;
  • Costruzione di 10 latrine;
  • Supporto ai comitati scolastici e alla promozione del diritto alla protezione;

Miglioramento dell’istruzione di base per i minori delle zone inaccessibili dell’Uganda occidentale che vivono in un contesto di post conflitto
Il progetto, avviato dell’agosto 2008, si propone di garantire l’accesso ad un’istruzione di qualità in ambienti sicuri per i minori che vivono nelle zone montagnose e meno accessibili della regione del Rwenzori. Gli obiettivi del progetto sono: permettere l’accesso all’educazione scolastica di base a 800 bambini non iscritti anche attraverso programmi di apprendimento rapido, garantire a 25.000 bambini un servizio scolastico di qualità, supportare 30 scuole nella promozione del diritto alla protezione.

Il contributo di Save the Children a questo programma si basa essenzialmente su attività legate allo sviluppo dei programmi di apprendimento accelerato che permette il reinserimento per coloro che hanno perso anni scolastici, sulla creazione di 4 nuovi centri di sviluppo della prima infanzia, sulla fornitura di mobili e materiali didattici per le scuole target, sulla formazione degli insegnanti e sulla sensibilizzazione dei beneficiari e dei principali stakeholders su tematiche quali il virus HIV.

Progetto di educazione non-formale per bambini vulnerabili nella regione centrale
Il progetto è stato pensato per espandere e complementare il programma CHANCE di educazione non formale comunitario nella regione centrale dell’Uganda a favore dei bambini che non riescono ad avere accesso al sistema formale di educazione scolastica.

Le attività del progetto hanno l’obiettivo di migliorare la vita dei bambini vulnerabili cercando di garantire loro l’accesso all’educazione non formale di qualità, ai centri di sviluppo della prima infanzia, a corsi di apprendimento per adulti e a gruppi di supporto sull’HIV/AIDS. Fino ad ora sono stati supportati 4 centri di apprendimento, a cui si sono già iscritti 758 bambini, con attività di fornitura di materiali didattici e mobili, formazione di educatori e facilitatori e sono stati creati 8 gruppi di educazione per adulti e supporto HIV/AIDS di cui fanno parte 160 membri.

Afghanistan

Il paese è profondamente segnato da 25 anni di guerra che hanno devastato l’economia e provocato continui disordini per la conquista del potere. Con l’acuirsi del conflitto e della violenza nel 2008, la situazione è peggiorata e le famiglie hanno dovuto affrontare un lungo periodo di scarsezza di generi alimentari aggravato dall’arrivo dell’inverno più freddo degli ultimi 30 anni.

La situazione dei bambini è molto critica. Un bambino su quattro muore prima di aver raggiunto il quinto anno di età e migliaia di essi sono costretti a lavorare per aiutare le famiglie o per garantirsi la sopravvivenza. Alcuni sono vittime di traffico, commercio sessuale, dipendenza dalle droghe e altre forme di abuso. Le loro famiglie e i responsabili pubblici non dispongono di risorse e capacità sufficienti per garantirne i diritti.

1.8 milioni di bambini non hanno accesso all’educazione scolastica e i 2/3 di questi sono bambine. Il tasso di alfabetizzazione, soprattutto tra le donne, è tra i più bassi del mondo (solo 1 donna su 8 sa leggere).

Protezione e sostegno dei bambini lavoratori di Mazar-I-Sharif
Il progetto, avviato nel maggio 2005 e conclusosi nel 2009, si è posto l’obiettivo di garantire la protezione dei bambini lavoratori da forme di abuso e sfruttamento, attraverso, in particolare, l’accesso ad un’istruzione di base e il successivo inserimento nei corsi scolastici pubblici. Il progetto ha coinvolto, oltre ai ragazzi, i genitori, i datori di lavoro, i rappresentanti della comunità, i capi religiosi, la polizia, gli insegnanti e il personale del Ministero dell’Istruzione e del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali.

- Principali risultati raggiunti:

  • 6 centri per bambini lavoratori aperti e funzionanti 5 giorni alla settimana con 3 turni, 2 alla mattina e 1 al pomeriggio. In questo modo i bambini possono lavorare, contribuire alle attività domestiche e frequentare i centri;
  • 7.569 bambini (di cui 4059 sono bambine) sono stati coinvolti nel progetto. I beneficiari indiretti (famiglie, genitori, insegnanti, mullah, autorità) sono 29.116;
  • 7.234 bambini sono stati visitati da personale medico;
  • 1544 bambini (432 bambine e 310 bambini) si sono iscritti alla scuola formale.

Promozione di un’educazione di qualità a Kabul
Il progetto, avviato a marzo 2008, ha la durata di 16 mesi durante i quali si propone di garantire l’accesso ad un’istruzione di qualità a 900 bambini attraverso il supporto alle scuole e ai centri per l’apprendimento accelerato, la formazione degli insegnati e la sensibilizzazione della comunità.

Con il supporto di Save the Children fin’ora sono stati creati 3 centri con 30 classi per l’apprendimento accelerato destinati a 900 bambini che non hanno accesso all’istruzione scolastica, è stato fornito supporto a 3 scuole formali nella creazione di un ambiente protetto e sicuro a misura di bambino e 90 insegnanti e 30 educatori hanno ricevuto dei corsi di formazione.

Balcani

La guerra che negli anni 90 ha infiammato l’ex Jugoslavia ha impedito a molti bambini/e di accedere all’istruzione, e i costi della guerra hanno avuto come conseguenza un sottodimensionamento delle risorse umane e finanziarie; i paesi coinvolti non sono stati in grado di garantire né gli stessi standard di qualità dell’istruzione che avevano prima della guerra, né una risposta efficace alla nuova realtà economica e sociale. A soffrirne di più sono stati i gruppi sociali più marginalizzati come i rifugiati, i Rom, le altre minoranze etniche ed i bambini disabili e appartenenti alle famiglie più povere. Il sistema scolastico, inoltre, non è in grado di sostenere questi bambini e le loro famiglie, né attraverso aiuti finanziari (inclusa la fornitura di libri di testo e divise scolastiche), né attraverso il supporto a bisogni specifici (come nel caso dei bambini disabili).

Accesso all’educazione di qualità per i bambini marginalizzati.
Il progetto, avviato nel novembre del 2007, si sviluppa in Serbia, Kosovo, Montenegro e Bosnia-Erzegovina e ha l’obiettivo di assicurare l’accesso di bambini, appartenenti a gruppi marginalizzati, a servizi educativi di qualità attraverso interventi diretti a favorire l’inclusione; garantire che l’eredità del conflitto venga superata attraverso l’erogazione di servizi scolastici di qualità che promuovano la tolleranza inter-etnica ed il diritto alla partecipazione dei bambini. Parallelamente a queste attività sono state portate avanti delle azioni di adovcacy con l’obiettivo di coinvolgere direttamente le istituzioni rilevanti, gli insegnanti e le autorità del settore in modo da portare dei cambiamenti radicati e profondi nel sistema scolastico. Fra i principali risultati raggiunti è importante notare che più di 30.000 bambini, appartenenti a gruppi vulnerabili, hanno avuto accesso ai servizi educativi e hanno potuto beneficiare di servizi inclusivi per l’educazione prescolastica ed elementare